“And the Oscar goes to La La Land!” Ma solo per 140 secondi!

Avevamo detto che l’89^ edizione degli Oscar sarebbe stata una serata da record, no? Bene, a modo suo lo è stata!

Il tanto acclamato musical di Damiene Chazelle non è riuscito nella storica impresa di aggiudicarsi le 14 statuette (si è fermato a 6), ma è stato al centro di una spiacevole gaffe su cui è stata aperta un’inchiesta: Warren Beatty e Faye Dunaway l’hanno annunciato vincitore come miglior film, salvo poi accorgersi dell’errore quando ormai cast e produttori erano sul palco a fare i discorsi di ringraziamento. Nell’imbarazzo e stupore generale, l’Oscar è andato quindi a Moonlight e la serata si è chiusa con i saluti di Jimmy Kennel:”E’ colpa mia, sapevo che avrei rovinato tutto prima della fine. Buonanotte a tutti, prometto di non tornare più!”.

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Ma riavvolgiamo il nastro: la serata al Dolby Theatre si è aperta con Justin Timberlake, che ha fatto ballare tutti con la sua “Can’t stop the feeling”. Standing ovation per Meryl Streep alla sua ventesima nomination e poi via con l’assegnazione dei premi.

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La teca degli Oscar italiani si arricchisce con il premio assegnato ad Alessandro Bertolazzi nella categoria miglior hairstyle e make up in “Suicide Squad”. Niente da fare invece per “Fuocoammare”: il miglior documentario è “O.J: Made in America”.

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A questo punto dal soffitto piovono tanti piccoli paracadute con dei tulle contenenti caramelle e dolcetti! E si prosegue: Viola Davis miglior attrice non protagonista, “Il Cliente” miglior film straniero, “Zootropolis” miglior film d’animazione.

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Inizia la “raccolta premi” per “La La Land”:  miglior scenografia, miglior foto, miglior colonna sonora e miglior canzone (City of Stars, cantata poco prima da John Legend sul palco).

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Pioggia di biscotti e ciambelle ed siamo  giunti alla parte finale della serata, quella con i premi più consistenti. Halle Berry annuncia Damien Chazelle come milgior regista, il più giovane a vincere in questa categoria nella storia degli Oscar. Casey Affleck viene proclamato miglior attore, mentre Leonardo di Caprio consegna la statua d’oro ad una emozionatissima Emma Stone.

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Warren Beatty e Faye Dunaway (a 50 anni da Bonnie&Clyde) salgono sul palco con la busta colpevole dell’errore e poco dopo il sipario si chiude su questa città delle stelle, che ancora una volta ci ha fatto sognare ed emozionare!

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