Cosa devi sapere su MANOLO BLAHNIK

Spesso ignoriamo la storia che sta dietro le grandi griffe ed il rischio è quello di dire: “Ho un vestito di Chanel!” senza sapere cosa e chi ci sta dietro; un po’ come avere un Klimt appeso sopra il divano senza conoscere il messaggio di quel quadro o l’artista stesso. È vero, non serve sempre sapere il perchè di tutto, ma tante volte conoscerlo lo rende più interessante!

Per esempio, in questi giorni c’è a Milano la mostra “The Art of Shoes” su Manolo Blahnik, un nome reso famoso in tutto il mondo da star come Madonna (che ha definito le sue scarpe meglio del sesso),Rihanna (che ha lavorato con lui ad una capsule collection nel 2016), Kate Moss (che ha indossato le Manolo al suo matrimonio) e da film come Maria Antonietta (della quale ha disegnato le scarpette) e Sex and The City (in cui le Blahnik sono state definite la quinta protagonista). Ma chi è Manolo Blahnik? Ecco alcune curiosità su di lui.

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Produce le sue scarpe a Vigevano e ha ricevuto la cittadinanza onoraria di questo comune in provincia di Pavia. Ha provato a produrre altrove, ma secondo lui nessuno è bravo in questo campo come gli italiani. Si sente veramente felice solo quando è in fabbrica, dove può creare qualcosa con le mani. E fino a poco tempo fa provava lui stesso le scarpe per verificare che fossero comode!

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Vive a Bath, non ama le grandi città: abita da solo in una casa in campagna, il simbolo della sua “gabbia” da cui guarda il mondo ma senza farsi vedere. Non vuole essere influenzato dagli altri, segue solamente la sua creatività e la sua idea di bellezza. Ognuno deve scegliere le proprie tendenze: la moda non deve essere dittatoriale, non c’è niente di obbligatorio, fuorché ciò che ti piace e ti fa stare bene.

Il modello a cui è più affezionato è un sandalo con stringhe alla caviglia decorate con due ciliegie ed appartiene alla collezione P/E 1971: fu la sua prima collezione, disegnata per una sfilata di Ossie Clark. Pensava che quella sarebbe stata la sua prima ed ultima sfilata, perché le modelle camminavano a fatica su quei tacchi 18, invece fu un grande successo. E non ha mai deciso di fare il designer di scarpe, lui voleva lavorare nel teatro: fu Diana Vreeland a notare il suo talento, quando nel 1971 a New York lui le mostrò dei bozzetti per uno spettacolo. Bozzetti bocciati, scarpe promosse. Da allora sono passati 46 anni di creatività e oltre 30 mila paia di scarpe, che vivono con lui a Bath, esposte su tutte le pareti, anche in bagno!

“Abbiate più memoria, più voglia di ricerca! Guardate film, leggete libri, studiate, abbiate passione!”. Questo è il consiglio che darebbe alle ragazze di oggi. Fu Visconti a dare a lui lo stesso consiglio: “Senza tradizione non andiamo da nessuna parte!”. E lui lo ha seguito alla lettera: nelle notti di insonnia, le sue pillole di salute sono film come il “Gattopardo” e libri di Flaubert e Balzac. Ed anche i canoni di bellezza a cui si ispira non coincidono con quelli di oggi: quando disegna le sue scarpe lui pensa a Silvana Mangano, Claudia Cardinale, Brigitte Bardot, Kim Novak.

Le espadrillas della sua tata sono il suo primo ricordo di lusso: ben cucite in lino e pelle. Ed anche il ricordo di sua madre è legato alle scarpe: nel dopoguerra, lei produceva il suo splendore personale, ricavando delle belle scarpe da pezze di vestiti consumati. Manolo ha sempre sognato di avere la stessa mente vivace, la stessa volontà nel realizzare i desideri, la capacità di fare del proprio meglio con ciò che si ha.

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“Indossi un paio di tacchi e la tua vita cambia!”. Come dargli torto? Blahnik racconta che alcuni uomini lo fermano per strada ringraziandolo per aver salvato il loro matrimonio con le sue scarpe: quando indossa i tacchi, la donna cammina in modo diverso, più dolce, sensuale ed è più attraente, provocante. E le sneakers? Orribili, a suo parere: una donna che le indossa lo lascia indifferente. Il tacco ideale è quello di 7-8 cm, più altro rischia di essere volgare. Nel nostro guardaroba non devono mancare le decolletè ed i sandali, da indossare con piedi perfettamente curati. E dobbiamo ricordarci di amare le nostre scarpe, osservarle, pulirle: un paio deve durare almeno due anni per poterlo gustare a fondo.

“Ho provato a disegnare scarpe da uomo, ma che noia!”. Ma perché alle donne piacciono così tanto le scarpe? Perché alle donne piace cambiare e partono da quello che indossano. Adorano gli accessori perché li possono sostituire di continuo e trovare sempre nuove versioni di sé stesse!

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