“La pazza gioia” dei David di Donatello

Se dovessimo fare una semplice cronaca della premiazione dei David di Donatello, basterebbe un elenco: Miglior Film e Miglior Regia a “La pazza gioia”, Miglior sceneggiatura a “Indivisibili”, Miglior Attore a Stefano Accorsi… Ma se dovessimo dire chi ha vinto veramente la serata basterebbe una parola: spontaneità.

Ad illuminare una cerimonia che a detta di qualcuno aveva più del funerale che della festa, è stata la Migliore Attrice Valeria Bruni Tedeschi: si alza per andare a ritirare il suo meritato premio e cammina aggiustandosi un po’ goffamente il suo Armani Privè. Una volta sul palco, estrae il foglio con il discorso di ringraziamento ed esordisce dicendo: “Non sapevo la cosa dei 45 secondi!”. Gli amici, la sua “povera” psicanalista, la sua amica Barbara che il primo giorno di asilo le offrì un pezzetto di focaccia facendola sentire meno sola. E poi Anna Magnani, Fabrizio De Andrè, gli uomini che l’hanno amata e anche quelli che l’hanno abbandonata. Un discorso insolito forse, ma vero nelle risate e nelle lacrime: spontaneo, appunto.

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